La “ripartenza” del quartiere: Balduina “bassa” e largo Maccagno

Lo scorso 4 maggio è iniziata la cosiddetta “fase 2″ dell’emergenza Coronavirus, con un primo rallentamento delle misure restrittive e la riapertura di alcuni negozi, ma è solo dal 18 maggio che è finalmente terminato il “lockdown” e, quindi, anche gli altri negozi, ristoranti e locali hanno potuto riaprire, mentre le palestre sono tornate in attività da lunedì 25. Negli ultimi giorni, quindi, anch’io ho Vavuto modo di fare una passeggiata per vedere come la Balduina stia, un pò alla volta, ripartendo, e ho cercato di raccogliere le testimonianze e le impressioni di negozianti e ristoratori, partendo dall’area “bassa” del quartiere, di cui scriverò in questo articolo, e andando poi a raccogliere tali informazioni nell’area di piazza della Balduina, e, infine, in quella di Belsito, di cui parlerò nei prossimi due articoli. Sono quindi inizialmente passato a via Marziale, dal ristorante e rosticceria Caselli, al civico 41, che ha riaperto del tutto lunedì 18, ma già dal 7 maggio effettuava servizio da asporto. Finora, dicono, si sono visti pochi clienti, perché poi, spiegano, il settore della ristorazione si basa molto sul turismo, che però, adesso, è chiaramente in crisi. E’ stato necessario, ovviamente, cercare di far mantenere un certo distanziamento tra le persone, anche a costo di togliere un po’ di tavoli. L’orario, comunque, è rimasto pressoché lo stesso, perché l’ordinanza del Comune di Roma che, fino al 21 giugno, regola gli orari di molte attività commerciali non riguarda i ristoranti. Più che fare previsioni, ci si limita ad auspicare che la situazione migliori.

Mi sono poi diretto a via Filippo Nicolai, dove, al numero 94, si trova Bottega 94, ristorante, enoteca e vineria, che al momento dell’intervista, sabato 23, non era ancora aperto, ma effettuava solo servizio da asporto e a domicilio, che svolgeva già dal 21 aprile, dal mercoledì al venerdì a cena e il sabato pranzo e cena, e avrebbe poi aperto lunedì 25 maggio. Per adesso, però, spiegano i gestori, soltanto i clienti più fedeli li hanno contattati per tale servizio, che effettuavano, più che per il guadagno, per iniziare a riprendere l’attività e mantenere i contatti con questi. Quanto alla riapertura vera e propria, anche loro temono di avere molta meno gente, e dovranno comunque seguire, e far rispettare, alcune regole ferree, in primo luogo sul distanziamento fra i tavoli, e, ove questo non sia possibile, verrà inserito anche un pannello fra le persone, se non sono conviventi. Tali regole, però, dicono, ci sono e sarebbe stupido non seguirle. Anche qui, non si sbilanciano a fare previsioni, che ritengono, al momento, siano difficili da avanzare.

Mi sono infine recato da Midas Sport, storico locale d’abbigliamento e di articoli sportivi al numero 79 di via Ugo De Carolis, quasi all’altezza di largo Maccagno, rimasto anch’esso chiuso per quasi due mesi e mezzo, che però da più di un mese già effettuava consegne a domicilio. Il lungo periodo di chiusura, spiegano, li ha certamente danneggiati, ma comunque già prima del “lockdown” vero e proprio, dai primi provvedimenti assunti dal governo verso la fine di febbraio, vedevano che si era notevolmente ridotto il passaggio di gente e, quindi, l’affluenza di clienti. E’ stato inoltre, per loro, problematico cercare di vendere adesso l’abbigliamento rimasto dalla stagione invernale e dover riallestire il negozio per vendere gli abiti estivi. Da quando hanno riaperto, lunedì 18, vi sono stati comunque meno clienti del solito, anche se dicono che nel tardo pomeriggio, dopo le 17, vi è un certo passaggio di gente che fa sperare in una ripresa del quartiere. Questo negozio, comunque, deve osservare gli orari imposti dall’ordinanza del Comune di Roma, per cui può aprire tra le 11 e le 11.30 di mattina e chiudere tra le 19 e le 21.30, il che, per i gestori, che erano abituati, con l’orario precedente, ad aprire molto prima, è un pò straniante. Per il titolare è difficile fare, ora, una previsione sull’immediato futuro, ma vi è comunque la speranza che la situazione possa, un pò alla volta, tornare alla normalità, e, quindi, anche il flusso di clienti ritorni ad essere quello di prima. 

Luca Fiorucci
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